Gei Sha – Yoko Yamamoto
A cura di Paolo Dell’Elce

Per più di un ventennio, a cominciare dai primi anni Ottanta, Yoko Yamamoto ha esplorato con il suo sguardo femminile il mondo suggestivo delle Geisha che vivono nelle comunità di Tokio. Una ricerca iconografica assai complessa e ricca di dettagli che svela un punto di vista profondo riguardo a una figura, la Geisha, che è stata erroneamente ritenuta nell’opinione comune del mondo occidentale al pari di una prostituta già nel periodo Edo (1603-1868), un equivoco alimentato proprio dalla restituzione che ne hanno dato i linguaggi artistici e gli stereotipi culturali occidentali.

La parola Geisha è composta da due kanji, Gei che in giapponese significa Arte, e Sha che significa Persona. La Geisha è una persona edificata nella dimensione estetica, educata alla rappresentazione e ai linguaggi artistici, come la danza, la musica, la recitazione e l’arte della conversazione. Lo stereotipo di ‘giocattolo sessuale’ nel quale sono rimaste imprigionate queste donne nell’immaginario occidentale è quanto di più lontano dalla loro reale natura. Yoko Yamamoto attraverso il suo sapiente lavoro fotografico contribuisce a sfatare questa iconografia deteriore e falsa, e riesce a evidenziare le peculiarità della persona estetica: quella dimensione profonda dell’individuo umano che l’avvicina alla bellezza e all’essenza ontologica del femminile.

Stampe Giapponesi Contemporanee 1946 – 1993
A cura di Takizawa Kyoji – The Japan Foundation

La mostra presenta una panoramica esauriente sulle ricerche visive degli artisti giapponesi attivi dal Dopoguerra e del loro incontro con i modi e le forme della cultura artistica occidentale. Se consideriamo la storia secolare della “stampa” in Giappone, a partire dall’ukiyo-e della seconda metà del XVII secolo, questa mostra ci offre una visione profonda dell’immaginario nipponico, tra tradizione e contemporaneità, con rare immagini di artisti oggi popolari anche in Occidente, come Ryoji Ikeda, Lee U Fan e Yayoi Kusama.

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